Quando la storia diventa digitale . . . al Museo Teatrale alla Scala di Milano

E’ stato uno dei lavori più impegnativi che ho dovuto affrontare come fotografo. Una bella responsabilità perché il committente era un colosso dell’immagine ma sopratutto perché il beneficiario era il Museo Teatrale alla Scala di Milano, una vera è propria istituzione della nostra cultura musicale italiana.  Un lavoro più lungo del previsto per via delle difficoltà operative e logistiche. Ho svolto il mio lavoro di notte, sempre e solo dopo l’orario di chiusura del Museo.

Ogni giorno, quando le porte si chiudevano per il pubblico, iniziava il mio lavoro di allestimento del set di lavoro. Ogni opera ha richiesto un set diverso e uno schema di luce dedicato, insomma un lavoro complesso e molto lungo nella preparazione. Come sovente capita le richieste dell’agenzia non erano congrue con i tempi e le modalità di realizzazione del lavoro, ma queste cose sono all’ordine del giorno in questo lavoro e, come sempre, troviamo un accordo e realizziamo gli shooting. 

Di questo lavoro porterò per sempre con me i racconti di Matteo, responsabile del Museo, che di volta in volta mi spiegava la storia delle opere che mi accingevo a fotografare, quanti aneddoti e quante storie sconosciute ai più. Infine non dimenticherò mai la colonna sonora di questo lavoro, no non è un file musicale sul mio iPod, sarebbe troppo scontato.  Al contrario è stata musica vera, quella cantata e suonata nelle opere e negli spettacoli del Teatro alla Scala che ogni sera erano in scena, proprio mentre a pochi metri dalla mia fotocamera, mentre realizzavo le mie fotografie, il valore aggiunto di un lavoro stupendo, il mio. 

Quello che non ho . . . di Neri Marcorè

E’ un mini raconto di un’esperienza personale e fotografica, una cosa nata per caso con le sinergie della positività dell’amicizia. 

Su Fotoracconti potrete leggere il testo integrale e vedere la galleria di alcune immagini presenti qui nel sito. 

L’importanza della fotografia professionale

Nella costruzione di un’immagine professionale la fotografia assume un ruolo fondamentale, nello specifico è opportuno parlare di fotografia professionale.

Quando la storia diventa digitale . . . al Museo Teatrale alla Scala di Milano

E’ stato uno dei lavori più impegnativi che ho dovuto affrontare come fotografo. Una bella responsabilità perché il committente era un colosso dell’immagine ma sopratutto perché il beneficiario era il Museo Teatrale alla Scala di Milano, una vera è propria istituzione della nostra cultura musicale italiana.  Un lavoro più lungo del previsto per via delle difficoltà operative e logistiche. Ho svolto il mio lavoro di notte, sempre e solo dopo l’orario di chiusura del Museo.

Ogni giorno, quando le porte si chiudevano per il pubblico, iniziava il mio lavoro di allestimento del set di lavoro. Ogni opera ha richiesto un set diverso e uno schema di luce dedicato, insomma un lavoro complesso e molto lungo nella preparazione. Come sovente capita le richieste dell’agenzia non erano congrue con i tempi e le modalità di realizzazione del lavoro, ma queste cose sono all’ordine del giorno in questo lavoro e, come sempre, troviamo un accordo e realizziamo gli shooting. 

Di questo lavoro porterò per sempre con me i racconti di Matteo, responsabile del Museo, che di volta in volta mi spiegava la storia delle opere che mi accingevo a fotografare, quanti aneddoti e quante storie sconosciute ai più. Infine non dimenticherò mai la colonna sonora di questo lavoro, no non è un file musicale sul mio iPod, sarebbe troppo scontato.  Al contrario è stata musica vera, quella cantata e suonata nelle opere e negli spettacoli del Teatro alla Scala che ogni sera erano in scena, proprio mentre a pochi metri dalla mia fotocamera, mentre realizzavo le mie fotografie, il valore aggiunto di un lavoro stupendo, il mio. 

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